Marco Mazzarrini, 58 anni di Certaldo, fa vino da una vita, ma è arrivato a un punto della sua carriera professionale che guardando i vigneti soffre. “Quello della viticoltura è diventato un mondo troppo frenetico: velocità, inquinamento, manodopera non qualificata e improvvisata non garantiscono più la qualità al prodotto finale”. Da qui la voglia di rivoluzionare tutto. “La mia idea si chiama ’Metodo nuovo’ – spiega l’imprenditore, che con la famiglia controlla quattro aziende localizzate fra il…
Marco Mazzarrini, 58 anni di Certaldo, fa vino da una vita, ma è arrivato a un punto della sua carriera professionale che guardando i vigneti soffre. “Quello della viticoltura è diventato un mondo troppo frenetico: velocità, inquinamento, manodopera non qualificata e improvvisata non garantiscono più la qualità al prodotto finale”. Da qui la voglia di rivoluzionare tutto. “La mia idea si chiama ’Metodo nuovo’ – spiega l’imprenditore, che con la famiglia controlla quattro aziende localizzate fra il senese e il grossetano (Poggio ai Laghi, Poggio Amorelli e Poggio Barbone, dove si produce vino e olio e l’Acetaia Mazzarrini dove si produce Aceto Balsamico DOP e IGP). – Per dare gambe al progetto assumerò una quindicina di giovani diplomati o laureati in agraria, che farò lavorare con metodi quasi militareschi su tutta la filiera. Li terrò per due anni e poi dovranno mettere in pratica ciò che hanno imparato diventando la nuova classe dirigente”. Le candidature possono essere inviare alla mail info@bitwino.com. I giovani assunti verranno formati e seguiti da personale esperto che controllerà e correggerà i lavori che andranno a fare, sia manuali che su macchine.
Per dare sprint al progetto Mazzarrini ha creato anche una cryptovaluta, una moneta virtuale legata al vino. Si chiama BITwino e servirà a finanziare i maggiori costi dovuti a una produzione più ‘slow’, ma di qualità nettamente superiore. La cryptovaluta si appoggia a una azienda con sede a Zug, in Svizzera, e avrà un respiro internazionale, passando dalla California alla Svizzera fino a giungere in Italia. A giugno è previsto l’avvio dell’offerta della moneta, chiamata Ico, acronimo di Initial coin offering. Fra poche settimane si potrà quindi investire concretamente in BITwino. “Chi investe in questa cryptovaluta non perderà mai il valore del suo patrimonio – specifica Mazzarrini – Qualora infatti l’investitore decidesse di recedere vedrà corrisposto l’equivalente dell’investimento in vino, più il 30%”. Tenersi in tasca i Bitwino o investire ancor di più in questa valuta porterà vari benefici: come l’accesso esclusivo a delle annate speciali o ad eventi privati in cantina. La scommessa di puntare sull’enoturismo e su una forte presenza online ha permesso alle aziende che fanno capo alla famiglia Mazzarrini di attirare centinaia di turisti da tutto il mondo. “Coloro che crederanno nella nostra cryptovaluta riceveranno risposte a tutte le loro domande, perché le nostre garanzie infonderanno sin da subito fiducia in questo nuovo percorso.
Irene Puccioni
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