Ordinavano droga sul deepweb e la pagavano in Bitcoin. Questo era il piano di due giovani che tra gennaio e ottobre 2020 hanno fatto arrivare in Italia, con 8 spedizioni distinte, 17 chilogrammi di marijuana da Canada, Olanda e Spagna, sia per consumarla ma anche per spacciarla. L’inchiesta della procura di Trieste svolta dalla Guardia di Finanza è stata avviata a seguito della scoperta all’areoporto di Malpensa di un pacco contenente due chilogrammi dello stupefacente, proveniente dal Canada e diretto nel capoluogo giuliano. Attraverso le indagini è stato possibile individuare i destinatari e ricostruire le modalità del traffico di stupefacenti: i due giovani, che quando hanno iniziato l’attività illecita erano ancora minorenni, ordinavano la droga sul deepweb, la parte di internet non accessibile dai motori di ricerca, e se la facevano recapitare in Italia. Per pagare la merce usavano i Bitcoin, le monete virtuali che possono essere trasferite in tutto il mondo in modo istantaneo senza passare attraverso un sistema bancario. Si stima che in totale abbiano inviato il corrispettivo di decine di migliaia di euro. I due giovani sono ora accusati dei reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e, a causa dell’uso delle criptovalute, anche di autoriciclaggio. Uno dei ragazzi è stato sottoposto agli arresti domiciliari, mentre il più giovane è stato inserito in una comunità.
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