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lunedì 9 agosto 2021

Mania CryptoPunks: ecco come questi NFT sono arrivati a valere milioni di dollari – Hardware Upgrade

Il fenomeno CryptoPunks è esploso nella prima parte dell’anno con le prime vendite milionarie. Sono delle semplicissime immagini raffiguranti volti stilizzati di esseri umani o alieni presenti in soli 10 mila esemplari. Due di loro, i numeri 3100 e 7804, sono stati venduti nello scoro marzo a 4200 ETH, circa 7,58 milioni di dollari e da quel momento in poi è scoppiata una vera e propria mania. Le vendite milionarie si sono susseguite incessantemente e tra luglio e agosto alcuni Punks sono stati venduti per 3, 4 o 5 milioni di dollari. Fino alla messa in vendita degli CryptoPunk 3100 e 7804 già venduti a marzo rispettivamente per 90 e oltre 357 milioni di dollari.

Due CryptoPunks messi in vendita per 90 e oltre 357 milioni di dollari

CryptoPunks è stato rilasciato a giugno 2017 come uno dei primi token non fungibili (NFT) sulla blockchain di Ethereum. Il progetto è stato sviluppato da Larva Labs, un team di sole due persone composto dagli sviluppatori di software canadesi Matt Hall e John Watkinson.

CryptoPunks

L’idea alla base di questo sistema è semplicissima, per non dire immediata. Si compone, infatti, di 10.000 CryptoPunk (6.039 maschi e 3.840 femmine), ovvero delle immagini pixellose che rappresentano dei volti umani o alieni registrate sulla blockchain di Ethereum. Ognuno di questi volti è stato generato tramite un algoritmo e quindi non esistono due volti esattamente uguali, sebbene alcuni tratti siano più rari di altri. I CryptoPunk, che rimarranno sempre 10.000 e non ne verranno creati altri, sono stati originariamente rilasciati gratuitamente e potrebbero essere richiesti da chiunque abbia un portafoglio Ethereum.

CryptoPunk 3100

CryptoPunk 3100

L’attrattiva da collezione dei CryptoPunks è rafforzata dalla rarità di alcuni tratti e tipi di personaggi. Sebbene la maggior parte dei 10.000 Punk rappresenti volti umani ci sono anche tre tipi speciali: Zombie (88), Gorilla (24) e Alieni (9). Il CryptoPunk 3100 è di carnagione azzurra e indossa una bandana, mentre il 7804 ha un berretto e degli occhiali da sole, e fuma una pipa. Entrambi sono Alieni.

CryptoPunk 7804

CryptoPunk 7804

I CryptoPunk si basano sul token ERC-721, elaborato dagli sviluppatori responsabili del progetto allo scopo di produrre degli oggetti non fungibili. L’autenticità di ogni CryptoPunk è determinabile attraverso l’hashing dell’immagine di riferimento al confronto con l’hash di un’immagine specifica nel contratto del token. Dato che un’immagine è normalmente troppo grande per poter essere memorizzata sulla blockchain è stato necessario creare un’immagine di riferimento. Allo scopo, Larva Labs ha creato un’immagine contenente tutti e 10.000 i CryptoPunk e poi ciascun Punk viene identificato tramite i metadati presenti nel suo token che si riferiscono alla sua posizione nell’immagine composita.

Se i venditori trovassero degli acquirenti per i CryptoPunk 3100 e 7804 si tratterebbe, per ciascuno di loro, della transazione più importante di sempre per un NFT. Come si fa a non definirla mania? Una mania dal potenziale economico dirompente, anche perché è tutto qui, non c’è gamification o altro. I CryptoPunks servono a poco altro se non a scopi di collezione, anche se qualcuno ha deciso di stampare i propri Punk e venderli all’asta. Rappresentano, dunque, un qualcosa di molto simile ai CryptoKitties, il gioco dei gattini che mise in ginocchio la rete Ethereum nel 2017, anche se non possono essere definiti un vero e proprio gioco, ma solo una semplice immagine.



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