
Nelle ultime settimane si è parlato molto di Shiba Inu, una criptovaluta entrata di diritto tra le più popolari del momento e che, in pochi mesi dalla sua nascita nel 2020, ha registrato una forte ascesa. La rapida crescita ha inevitabilmente incuriosito gli investitori e gli appassionati di valute digitali, tanto da puntare sulla nuova moneta. Il trend rialzista della scorsa settimana ha spinto ancora più in alto il prezzo delle criptovalute – Bitcoin per prima – e ha coinvolto anche Shiba Inu, che in sette giorni ha guadagnato il 42,61% raggiungendo il record assoluto domenica 24 ottobre con un valore di 0,0000455 dollari. La capitalizzazione di mercato è di oltre 9 miliardi di dollari.
Shiba Inu Coin: cos’è
Shiba Inu, per essere precisi, è un meme-token nato ad agosto 2020 dal suo creatore, conosciuto semplicemente come Ryoshi, un po’ per gioco. Sul modello del Dogecoin (tanto da averne copiato il simbolo del cane), che ha aperto questo tipo di mercato, è un token Erc 20, che significa che si basa sul protocollo di creazione di token legato al sistema Ethereum (seconda valuta digitale al mondo), e sfrutta l’enorme potenziale e viralità dei cosiddetti meme che circolano sul web per raccogliere non tanto una grande quantità di investimenti quanto una community intorno al suo ecosistema, che ha il «compito» di spingere continuamente il meme su internet in modo che la sua popolarità rimanga alta. Il paradosso rispetto alla sua incredibile somiglianza al Dogecoin è che si è presentata come «Doge killer», sua diretta avversaria.
Come funziona l’ecosistema
La rete Ethereum, su cui si basa appunto il coin Shiba Inu, è considerata una tra le più sicure e consolidate del settore delle criptovalute. La scelta di non utilizzare una propria blockchain è per approfittare della massima decentralizzazione. Il sistema Shiba Inu, seppure nato in un contesto scherzoso, è curato in ogni dettaglio ed è spiegato nel woofpaper, termine in chiave «canina» che indica il whitepaper: un pdf consultabile sul sito ufficiale che illustra il funzionamento e gli obiettivi del progetto. Questo mondo è composto da tre token: Shib è il principale e può essere scambiato con qualunque altro faccia parte della famiglia Erc 20; Leash (guinzaglio in inglese), nato come rebate, ovvero con una base monetaria flessibile affinché rappresenti una certa proporzione del valore di Shib, che oggi è emesso a un massimo di 107.647 token; infine, Bone (osso in inglese), disponibile solamente sul canale ShibaSwap fino ad un massimo di 250 milioni di unità. Tutti e tre possono essere messi in staking, cioè in un processo che consente ai possessori di guadagnare ricompense, permettendo di guadagnare su base settimanale il 33%. Il restante 67% viene sottoposto ad un lock (cioè il limitato accesso a una risorsa) di sei mesi.
Le montagne russe dovute a Elon Musk
La forte impennata della moneta, tanto da farla entrare nella top 20 delle cripto asset (adesso è salito addirittura al undicesimo posto), è iniziata il 4 ottobre quando il capo di Tesla e grande investitore in criptovalute (dichiaratamente in Bitcoin, Ethereum e Dogecoin) Elon Musk ha pubblicato su Twitter la foto del suo cagnolino, uno Shiba Inu. Già a giugno aveva annunciato che presto sarebbe arrivato il cucciolo, della razza di origine giapponese, poi un altro tweet a settembre. Tutti piccoli indizi che la community intorno al mondo delle valute digitali ha interpretato come una conferma dell’imprenditore su un suo investimento in Shiba Inu coin. La smentita è arrivata pochi giorni dopo, il 24 ottobre, quando l’account Twitter ufficiale della critpovaluta ha taggato il diretto interessato chiedendogli «Quanti token Shib possiedi?». È stata sufficiente una parola di Musk per far precipitare il valore di oltre l’8% in pochi minuti: «Nessuno». Non è bastata, però, ad affossarlo per sempre. Shiba Inu si è rialzata più forte di prima.
La petizione
I sostenitori della popolare Shiba Inu hanno aperto una petizione su Charge.org per chiedere alla piattaforma di trading senza commissioni Robinhood (Nasdaq: Hood) – che già ha accettato Dogecoin con enorme successo – di elencare la loro criptovaluta sul loro portale. L’istanza è vicinissima a raggiungere le 300 mila firme, precisamente a quota 285 mila. L’entusiasmo ha portato alla diffusione della falsa notizia che la quotazione del meme-token fosse imminente, al punto che la dirigenza dello stesso Robinhood ha dovuto smentire. Il ceo Vladimir Tenev, ha dichiarato: «La priorità è la sicurezza. In genere non aggiungiamo per primi nuovi asset. Vogliamo assicurarci che passi attraverso una serie rigorosa di criteri». Ma non ha dichiarato esplicitamente se ha o meno intenzione di elencarlo in futuro, dato che la settimana scorsa la rivale negli Usa Public.com lo ha battuto sul tempo e ha quotato Shiba Inu.
from WordPress https://ift.tt/3mO9907
via IFTTT
Nessun commento:
Posta un commento